[AI’s Chat-BOX] Marketing 4.0 e Lead Generation: doppia intervista a oliosiDIGITAL e Madam Agency

Proseguiamo il nostro viaggio nel mondo dell’AI business application con un incontro tutto al femminile! 

Oggi affronteremo le implicazioni dell’AI nel marketing attraverso i racconti di Debora Oliosi che con oliosiDIGITAL permette lo sviluppo della brand awareness aziendale a 360° e di Ilenia Boschin, socia fondatrice insieme a Valentina Cambareri e Lara Vedovato di Madam Agency, agenzia che si occupa di Marketing e Sales automation. 

 

P4: Buongiorno a tutte! Innanzitutto, vi ringraziamo per la vostra disponibilità e partecipazione al nostro progetto di divulgazione. Partiamo dalla prima domanda, per conoscere meglio voi e la vostra realtà. Debora, in oliosiDIGITAL avete utilizzato, o state utilizzando, modelli di AI generativa? Avete avuto esperienza conChatGPT? 

DO: “La nostra realtà offre servizi di digital strategy che partono dalla brand identity e arrivano alla gestione delle campagne pubblicitarie, con particolare focus su contenuti organici e lead generation: ci facciamo supportare quotidianamente da ChatGPT in tutti gli ambiti che presidiamo.”

P4: Con che modalità? 

DO: “In oliosiDIGITAL utilizziamo questa tipologia di strumenti per generare idee o strategie per i claim delle campagne di lead generation o per il naming di prodotti e marchi, per scrivere testi per i post da pubblicare nei social network o per il content marketing orientato alla SEO oppure – sempre in ottica SEO – per fare ricerca di parole chiave per popolare la coda lunga.”

P4: Da quello che ci racconti, l’AI si rivela essere una vera e propria miniera d’oro per lo sviluppo di strategie comunicative. Ilenia, Lara e Valentina, cosa potete raccontarci dell’esperienza di Madam Agency nell’applicazione dell’AI? 

IB: “La nostra agenzia offre servizi di digital marketing con focus particolare sulle attività di Marketing e Sales automation, campagne di advertising online, posizionamento SEO e data analysis. Ciascuna di queste aree è stata fortemente contaminata negli ultimi anni dagli sviluppi delle tecnologie di Artificial Intelligence predittiva che, grazie ad algoritmi sempre più sofisticati, ha consentito e consente di prendere decisioni e definire strategie in modo sempre più preciso.  Ora, grazie alla AI generativa, si apre la possibilità di affrontare la produzione di contenuti in modo nuovo. In particolare, abbiamo testato ChatGPT  su progetti SEO dove la produzione di contenuti è fondamentale ma molto impattante in termini di tempo e budget.”

P4: Potreste farci un esempio? 

IB: “Pensiamo ad esempio ad un e-commerce con migliaia di schede prodotto: ChatGPT aiuta molto nella creazione dei testi per la descrizione del prodotto. Oppure nella generazione di copy efficaci per l’oggetto di una newsletter, tenendo in considerazione parametri che vanno oltre la sola creatività come, ad esempio, la necessità di essere compliant con i filtri anti-spam delle caselle di posta. Un altro ambito di applicazione interessante, oltre a quello generativo, è legato alla possibilità di utilizzare i prompt di comando di ChatGPT per facilitare alcune procedure di gestione o consultazione di dati: un veloce comando permette ad esempio di estrarre facilmente dati da un CRM oppure produrre report senza tutti i passaggi manuali che siamo abituati a fare.” 

P4: E quali sono i limiti che riscontrate nell’uso di questi strumenti nella vostra quotidianità? 

IB: “Sicuramente sarà fondamentale monitorare quelli che sono gli output di questi strumenti generativi: se da un lato possono essere di grande supporto dall’altro vanno sicuramente governati e revisionati e soprattutto testati. Nella generazione di contenuti, i limiti sono ad oggi ancora evidenti. ChatGPT, per esempio, dimostra ancora uno stile piatto che mal si concilia con quello che può essere il tone of voice rappresentativo di un’identità aziendale. Inoltre, trattandosi di un’intelligenza artificiale, costruisce contenuti basandosi sui rapporti statistici tra le parole ma non ha la percezione dei rapporti tra parole e il mondo reale. Insomma, non “capendo” davvero quello che scrive, l’abbaglio è dietro l’angolo.”

P4: È davvero molto interessante questa tua interpretazione: “Non capendo davvero quello che scrive, l’abbaglio è dietro l’angolo”. Debora, tu che ne pensi? 

DO: “Uno dei principali limiti che rilevo è quello umano, ossia l’incapacità di fare domande sufficientemente puntuali per ottenere risposte pertinenti e nell’aspettativa di ottenere risultati perfetti da uno strumento che andrebbe interpretato – quantomeno allo stato dell’arte – come uno strumento per generare velocemente delle bozze da correggere, non come un interlocutore capace di dare sempre e solo risposte esatte.”

P4: Quindi concordate nel ritenere che le maggiori criticità dipendano dagli input forniti nella fase di training, ossia da quanto l’AI venga istruita a fornire un determinato output. Dalle vostre testimonianze sul campo, l’integrazione dell’intelligenza umana con quella artificiale può fornire dei risultati sicuramente elevati ma sempre con un attento occhio umano a supervisionare. 

DO: “È importante che venga fornito sempre un contesto adeguato, con delle domande adeguate. Solo in questo modo, a mio avviso, questi strumenti saranno in grado di fornire come output delle risposte efficaci. Ritengo che la migliore applicazione di questi strumenti nell’ambito aziendale ruoti sempre intorno alla consapevolezza. L’AI può aiutare l’essere umano solo se c’è un’effettiva collaborazione tra i due approcci.”

P4: La consapevolezza si rivela sempre essere uno strumento vincente, sia dal punto di vista operativo, strategico, ma soprattutto preventivo. E, quindi, proprio in quest’ottica, secondo voi quali sono i meccanismi che riterreste necessari per fidarvi dell’AI? 

DO: “Per quanto ci riguarda, l’aspetto principale ruota attorno all’aumento della consapevolezza digitale degli esseri umani.” 

IB: “Al momento si tratta di un controllo “umano”: non siamo sicuramente arrivati ad un uso dello strumento sostitutivo di un professionista, anche se gli aggiornamenti periodici dell’algoritmo aiuteranno a migliorarlo nel tempo. Va in ogni caso considerato che lato privacy e sicurezza ci sarà molto da regolamentare, soprattutto dal momento che iniziano ad esserci sempre più plugin che consentono di usare software di terze parti attraverso comandi inviati da ChatGPT, ad esempio la piattaforma di e-commerce Shopify, il CRM Hubspot o il sito di booking online Expedia per fare qualche esempio.” 

P4: Sicuramente, come avete evidenziato, l’Intelligenza Artificiale può aumentare le potenzialità strategiche e operative nell’ambito del Digital Marketing, senza però dimenticare quanto sia importante il dato esperienziale umano. Grazie mille per la vostra condivisione e per gli spunti di riflessione che ci avete fornito! 

DO: “Grazie.”

IB: “Grazie a voi.”

Veronica Zanibellato

Veronica Zanibellato

Nata a Padova, laureata presso l’Università degli Studi di Padova, è stata abilitata alla professione forense nel 2020. Legal specialist presso società bancarie e immobiliari, occupandosi della redazione e della revisione dei contratti ha contribuito alla redazione di modelli contrattuali semplificati, volti a garantirne la trasparenza e l’equilibrio tra le parti coinvolte secondo l’applicazione del legal design. Si occupa di diritto civile, diritto societario, diritto immobiliare e contrattualistica. Pratica tennis e nuoto, nel tempo libero ama fare escursioni o leggere un buon libro.