La diffusione della giustizia predittiva sta trasformando radicalmente il panorama e l’approccio stesso al contenzioso: modelli algoritmici e statistici sempre più performanti e capaci di elaborare grandi quantità di dati vengono utilizzati per stimare le probabilità di successo, i tempi e gli esiti verosimili delle controversie aiutando professionisti, imprese e cittadini ad orientarsi tra opzioni e costi. La promessa è allettante: maggiore prevedibilità e tempi ridotti ma ciò impone un adeguato bilanciamento con il rispetto del diritto alla difesa, del principio di equità processuale, trasparenza, protezione dei dati personali e deontologia.
La giustizia predittiva è un insieme di strumenti e di metodologie che utilizzano dati, algoritmi e intelligenza artificiale per prevedere esiti o comportamenti all’interno del sistema giudiziario. L’obiettivo è quello di supportare il Giudice o l’Avvocato, non di sostituirlo ad esempio prevedendo il rischio di recidiva di un imputato, stimare la probabilità di successo di un ricorso o di una sentenza, individuare pattern ricorrenti o, ancora, ottimizzare i procedimenti o l’allocazione delle risorse. In altre parole, la giustizia automatizzata è uno strumento che aiuta chi decide a farlo in maniera informata e con l’ausilio dei dati, sempre nel rispetto del dettato normativo e dell’etica.
La giustizia automatizzata trae la sua “forza” dalla compenetrazione ed interazione tra algoritmi, big data e machine learning. I primi stimano la probabilità di recidiva; i big data permettono di creare database contenenti precedenti giurisprudenziali, rapporti di polizia o casellario giudiziale; con il machine learning, infine, l’algoritmo viene addestrato (e ottimizzato) in modo tale che migliori progressivamente la previsione del rischio (ad esempio stimare la probabilità che un imputato commetta nuovamente un reato) sulla base della casistica più aggiornata. Il flusso potrebbe essere così riassunto: raccolta di big data, analisi tramite gli algoritmi, addestramento ed ottimizzazione con il machine learning, produzione di previsioni-score per giungere al supporto decisionale per Giudici ed Avvocati.
In Italia, diversi progetti di giustizia predittiva sono in fase di sperimentazione: l’obiettivo è quello di migliorare l’efficienza e la trasparenza del sistema giudiziario. Vediamo qualche esempio. Il Tribunale, la Corte di Appello di Brescia insieme con l’Università di Brescia hanno sviluppato una piattaforma online – https://giustiziapredittiva.unibs.it/ – che raggruppa per aree tematiche (allo stato dell’arte diritto del lavoro e diritto delle imprese) sentenza organizzate per materia ed orientamento giurisprudenziale. L’idea alla base consiste nel realizzare un “itinerario “guidato volto ad individuare la vicenda giudiziaria più prossima al caso di proprio interesse.
L’Università Ca’ Foscari (Centro Studi Giuridici) con la Corte di Appello di Venezia, Unioncamere del Veneto e con l’apporto tecnico di Deloitte hanno sviluppato, dentro il contesto di UNI4JUSTICE, la piattaforma “Giurisprudenza predittiva” (1). Nel 2022-2023 il progetto ha subito una notevole accelerazione grazie allo sviluppo di un algoritmo in grado di leggere (nella fase pilot) circa 800 sentenze, su un triennio, su sette Tribunali e una Corte d’Appello. Il risultato finale è un programma capace di formulare una domanda in linguaggio naturale, ricercare elementi significativi di interesse nonché effettuare ricerche per concetto semantico. Un altro esempio è la piattaforma di giustizia predittiva (https://www.predictivejurisprudence.eu/) dell’Università di Pisa e Genova insieme con la Scuola Superiore Sant’Anna. Il progetto, che ha visto le luce nel 2019, oggi mira a sviluppare una metodologia di analisi del materiale giurisprudenziale coniugando tecniche di “machine learning” e analisi dei “big data”.
Nel prossimo episodio andremo ad approfondire alcune applicazioni della giustizia predittiva in ambito di pubblica sicurezza (come, ad esempio, l’ascesa ed il declino del software KeyCrime a Milano ed il sistema di polizia predittiva XLaw testato fin dal 2004 nella Questura di Napoli ed implementato oggi in molte città), nel diritto civile e di famiglia fino a toccare il tema delle start up legali in Francia e oltre oceano.
(1) Cfr. G. Musella, “Giurisprudenza predittiva”, Risultati operativi e prospettive future, Università Ca’ Foscari Venezia (Italia), 2023 e disponibile al seguente hyperlink: https://edizionicafoscari.unive.it/media/pdf/books/978-88-6969-766-1/978-88-6969-766-1-ch-13.pdf











